sabato 12 gennaio 2013

Berlusconi da Santoro

Il giorno 10 gennaio 2013 Berlusconi viene invitato da Santoro su LA7 per la promozione elettorale
Al di là delle opinioni che ognuno avrà sulla persona cercherò di approfondire  su questo blog le discussioni di carattere economico,e solo quelle,che si  sono avvicendate nella trasmissione.
Il video completo della trasmissione lo si può trovare qui:
http://6viola.wordpress.com/2013/01/12/servizio-pubblico-puntata-10012013-completa-mi-consenta-ospite-unico-silvio-berlusconi/

Qui sotto presento le discussioni con davanti il tempo del filmato e con R) la mia risposta


 0:13:42)  Un  dipendente di un imprenditore edile parlando si capisce che crede che diminuendo gli stipendi dei parlamentari la cosa (dice cosi) possa cambiare

R) Povero illuso se crede di risolvere la crisi con la diminuzione degli stipendi dei parlamentari
Il costo della politica è solo di 4 Miliardi di euro  l' anno, se con questa cifra spera di sanare l' Italia è un povero illuso


0:19:00) Berlusconi dice che l' austerità fatta in un momento espansivo del sistema economico può essere positiva ma in un momento recessivo è una follia

R)  E' vero quello che dice ma non afferma che uno Stato può operare in modalità anticiclica rispetto all ciclo economico al contrario del sistema finanziario
Non si tratta di austerità ma proprio di un modus operandi da parte dello Stato


1:21:36) Finalmente si capisce che la Deutsche Bank non centra nulla con le dimissioni del governo Berlusconi.

R) Ovvio che la Deutsche Bank non ha a che fare nulla, la crisi non è dovuta al debito pubblico
Inoltre il FMI aveva precedentemente ammonito il governo (viene affermato quelche minuto prima) ,quindi già molto prima era chiaro che qualcosa non andava
Occorre ricordare che lo spread sui titoli di debito pubblico non tiene conto solo del debito pubblico in se stesso  ma anche della situazione complessiva (privato+pubblico)
In sostanza la bilancia dei pagamenti cioè l' import/export


1:21:56) Berlusconi afferma che il problema della crisi non è del debito pubblico mentre Santoro crede di sì

R) Verissimo, purtroppo Berlusconi non spiega le vere ragioni della crisi, cioè la scarsa competitività del tessuto industriale italiano dovuto al mondo del lavoro piu regolamentato rispetto a quello tedesco,una tassazione piu elevata ed una inflazione piu alta nonchè che è giunta l' ora per gli investitori esteri di rivolere i loro denari investiti in Italia


1:22:34) Berlusconi afferma che il trattato di Mastrich impone di portare il debito pubblico al 60% del PIL e lui si era opposto

R) Il rapporto 60% del PIL è puramente ideologico, non è un parametro serio per valutare la bontà di uno Stato
Inoltre Mastrich non dice nulla sugli squilibri dovuti all' import/export, ben piu importanti di un debito pubblico anche se fosse al 120% del PIL
Ma si sa, per i tecnocrati europeisti, il vero problema è solo lo Stato, da qui una cifra assurda come 60%


1:23:10) Si vede chiaramente il grafico dell' andamento del debito pubblico sul PIL

R) Quel grafico è manipolato ad arte  e Berlusconi ci casca come un pollo
Il vero grafico (fonte FMI) è questo:
http://www.soldionline.it/infografiche/andamento-del-debito-pubblico-in-italia
In quest' ultimo si nota chiaramente che dal 1994 al 2007 la percentuale del debito era in diminuzione
A riprova del fatto che il problema della crisi non è il debito pubblico


1:36:54)  Berlusconi afferma che la BCE deve garantire il debito pubblico
Afferma che occorre una BCE come la FED per mettere le cose a posto

R) Berlusconi è un  illuso se basta questo
Gli squilibri economici rimarranno e si aggraveranno sempre di più fino quando l' inflazione,il mercato del lavoro ed i regime fiscali saranno ben differenti tra i vari Stati dell' unione
E qui non c'è FED che tenga


1:37:47) Berlusconi afferma che l' uscita dall' euro sarebbe un disastro e la moneta unica crollerebbe

R) Una uscita dalla moneta unica per l' Italia sarebbe un grande vantaggio
E' forse il paese dell' eurozona che piu ci guadagnerebbe da una uscita
La bilancia dei pagamenti Italiana è sempre migliorata dopo ogni sgancio monetario
I veri danneggiati dal crollo dell' euro sarebbero le industrie tedesche e i grossi rentiers finanziari (italiani e non), cioè i parassiti della società che fanno denaro con denaro attraverso le speculazioni finanziarie


1:37:54) Berlusconi afferma che è un europeista convinto

R) Anche qui è un illuso se spera che i paesi del Nord vogliano condividere i debiti con i paesi del Sud
Gli Stati Uniti d' America ci hanno messo secoli per avviare una vera federazione pagando sulla loro pelle con una guerra civile nonostante abbiano sempre avuto una lingua ed una cultura comune (quella anglosassone),  per di più operando su una terra praticamente vergine a parte i pochi nativi
La verità è che il progetto eurozona, come afferma l' imprenditrice tempo avanti, è iniziato dalla coda invece dalla testa.
La moneta unica è solo un cappello da immettere alla fine del progetto europeo  come puro simbolo in quanto se le economie sono sincronizzate la moneta unica non serve, è appunto solo un simbolo



1:38:07) Berlusconi afferma che l' europa unita ha portato la pace tra i popoli europei

R) Assolutamente falso, in europa nei secoli non ci sono state solo guerre ma dei grandi  periodi di pace pur esistendo culture e lingue differenti
Inoltre Berlusconi non crede che una guerra oggi attuata con le armi convenzionali sia semplicemente assurda nei paesi occidentali anche senza l' eurozona ?
Anzi,è proprio l' eurozona che sta fomentando le ostilità in  quanto la crisi dovuta alla moneta unica è la culla per la nascita di regimi di destra
Un mio detto afferma che la storia insegna e i politici dimenticano (la storia)


1:38:29) Berlusconi afferma che una unione europea puo affermare la supremazia militare mettendola al confronto con gli Stati Uniti

R) Qui siamo alla demagogia pura, l' europa unita che secondo lui è la portatrice di pace si deve avviare a  diventare una potenza militare come gli Stati Uniti
Inoltre perchè non si  chiede cosa ne pensano gli U.S.A ?
Crede che sarebbero felici di avere una unione europea militarmente avanzata quanto loro ed indipendente da loro ?
La verità è che una unione europea militarmente forte verrà attuata solo se controllata dagli Stati Uniti


1:38:38) Berlusconi afferma che sarà la situazione concreta a determinare l' uscita dall' euro
Afferma che se il tessuto economico italiano non riuscirà a essere competitivo con le aziende tedesche allora l' uscita sarà inevitabile

R) Anche qui è un ingenuo oppure gioca con il politichese
Le piccole medie aziende italiane non hanno voce in proposito
L' uscita dall' euro avverrà quanto il sistema finanziario riterrà la moneta unica non più conveniente, ammesso che lo diventerà
Un' altra ipotesi è una presa di posizione politica ma attualmente non esiste formazione politica in grado di volerne ed attuare praticamente l' uscita


1:39:53) L' imprenditrice afferma che la BCE non garantirà i debiti pubblici  perchè è privata

R) Falso, che sia privata non è rilevante
E' lo statuto della BCE che dice chiaramente che non deve garantire i debiti delle aziende pubbliche compreso lo Stato
Quando Draghi ha acquistato i titoli di debito dei paesi del sud è andato contro lo statuto
Questo è un buon motivo per affermare che il progetto euro originario è fallito in quanto senza l' intervento perfettamente irregolare di Draghi a quest' ora l' euro sarebbe solo un ricordo


 1.40:09) Sempre l' imprenditrice afferma che il debito pubblico è una truffa

R) Qui non è stata molto precisa, con moneta non sovrana come l' euro il debito è un  modo per lo Stato di finanziarsi e per i finanziatori  di guadagnare almeno quanto l inflazione
Con moneta sovrana con  banca centrale annessa al 100%  è solo un modo per garantire agli investitori il valore del denaro al netto dell' inflazione essendo in pratica solo un gioco contabile
C' è una bella differenza


1.40.22) Qui Berlusconi andando dietro, da buon politico, ai ragionamenti dell' imprenditrice afferma che l uscita dall' euro è un sentimento molto sentito

R) Berlusconi minimizza, fa sembrare l' uscita dall' euro solo una emozione, un sentimento.
Esistono invece studi , portati avanti anche da economisti di rilevanza internazionale, sulle debolezze dell' euro ben prima della sua attuazione
Ed esistono anche studi sulle convenienze o no sull' Italia (od un altro paese)  ad uscire


 



domenica 30 dicembre 2012

Oggi desidero pubblicare un piccolo scritto di John Kleeves

Oggi desidero pubblicare un piccolo scritto di John Kleeves alias Stefano Anelli.
Stefano Anelli (Rimini, 1948Rimini, 18 settembre 2010) è stato un saggista italiano.
Ha pubblicato vari libri con contenuti non certo generosi verso il capitalismo Statunitense.
Lo scritto qui pubblicato, ed estremizzato fino all' eccesso, può fare capire cosa significa escludere lo Stato dal gioco economico, specialmente quando le strutture di base (pensiamo per esempio alle strade ed alle ferrovie) non siano esistenti.
Buona Lettura

DI JOHN KLEEVES
centroitalicum.it/

La leggenda del capitalismo e del libero mercato

Dimenticate Marx e pensate ex novo al Capitalismo. Cosa si intende per Capitalismo? Un’economia di libero mercato, il quale lasciato a sé stesso e senza interventi statali permette la creazione di grandi ricchezze concentrate.
Si intende questo, eppure se ci pensiamo vediamo che con un mercato veramente libero non potrebbero affatto crearsi grandi ricchezze concentrate: con un mercato veramente libero non potrebbe esserci il Capitalismo!
Il fatto è che le grandi ricchezze concentrate, diciamo le grandi aziende, per nascere e mantenersi hanno bisogno sempre di opere pubbliche, di opere della collettività.

Immaginiamo ogni grande azienda, di qualunque settore, ai suoi albori. L'industria dell'auto per esempio. Dopo l'invenzione del semovente in vari Paesi degli imprenditori pensarono alla produzione di massa. Hanno venduto bene le prime serie, ma poi avrebbero dovuto fermarsi: era necessaria una rete stradale adatta. Ma in un mercato libero lo Stato non ti fa le strade perché devi vendere le tue auto ma ti dice: se le vuoi compra i terreni e asfalta, caro il mio imprenditore privato, e rispetta i diritti dei confinanti, che sono liberi cittadini in un libero mercato.


Avrei voluto vedere come avrebbero potuto svilupparsi i colossi del settore, come la Ford o la Fiat: avrebbero dovuto comprare striscia di terra dopo striscia di terra, asfaltarla, recintarla e dotarla di un'infinità di sottopassaggi e cavalcavia, curarne la manutenzione, rendere conto degli incidenti che vi avvenivano. Sarebbe stato impossibile anche il primo passo, l'acquisto dei terreni, perché ogni contadino avrebbe chiesto cifre esorbitanti è ovvio.
Sarebbe rimasto al nostro candidato capitalista delle quattro ruote il mercato militare: jeep e camion per l'Esercito, che viaggiavano sulle strade da lui fatte, per i suoi scopi. E il tutto vincolato dallo Stato (divieto di esportare, tipi di prodotti, eccetera), perché è roba di importanza strategica.
Oppure pensiamo all'industria aeronautica e alle compagnie aeree. Begli oggetti gli aerei passeggeri, ma richiedono aeroporti e in un libero mercato lo Stato ti risponde come prima: Cosa c'entro io? Fatteli! E in luoghi deserti, dove non infastidiscano nessuno col rumore, perché i miei cittadini sono liberi cittadini in un libero mercato, e hanno dei diritti.

Rimarrebbe come prima solo il mercato militare, con basi escluse ai voli civili. Poca cosa e coi soliti vincoli.
Oppure pensiamo all'energia elettrica da portare a ogni domicilio: grandioso, ma occorre attraversare con i cavi le proprietà degli altri, che potrebbero rifiutare o chiedere un tot, perché sono liberi cittadini in un libero mercato. Lo stesso per telefoni e telefonate: bisogna attaccare cavi alle case altrui. O per il trasporto via mare, per l'import-export e per le crociere turistiche: hai bisogno di porti attrezzati e in un libero mercato o te li fai o non trasporti. Lo stesso per ogni altro settore potenzialmente atto a dar luogo a grandi aziende, al grande capitale. Semplicemente in un libero mercato, e ripeto libero, queste non possono neanche nascere.

Si obietterà: ma così sarebbe impossibile lo sviluppo economico e civile! L'osservazione è irrilevante: questi sono gli esiti di un libero mercato di liberi uomini. E poi lo sviluppo economico e civile non sarebbe impossibile; solo, dipenderebbe dalla volontà dello Stato, che comincerebbe a fare i patti con le aspiranti grandi aziende o imprese: faccio le strade, i porti, eccetera, ma voglio la maggioranza della proprietà delle vostre aziende perché sono io che vi faccio vivere. In breve - sorpresa - l'esito fisiologico di un veramente libero mercato è la statalizzazione di ogni attività economica rilevante. Puoi possedere tutti i mezzi di produzione che vuoi, ma se il mercato è proprio libero non vai da nessuna parte.

Le Vere Leggi del libero mercato

E anche se per mera ipotesi, per passatempo speculativo, concediamo che in un libero mercato possano nascere grandi aziende private, come farebbero poi a mantenersi? Un libero mercato è un mercato dove la gente per quanto riguarda i fatti economici fa e disfà a suo piacimento, e lo Stato non interviene, non premia e non punisce. Non lo ha detto Adam Smith, il profeta del Capitalismo, che lo Stato non deve interferire, che ci pensa la invisible hand (la "mano invisibile") del libero mercato a regolare tutto per il meglio?
Bene, allora io compro a credito e non pago: è un atto economico e lo Stato non deve intervenire. Dirà il medesimo: Non c'è stato furto (non ha preso la roba dallo scaffale ed è scappato) ma il mancato rispetto di un patto economico fra le parti: il mercato è libero, per definizione non possono esserci leggi che lo regolino, e quindi arrangiatevi; neanche chiedo la restituzione della merce, perché la vostra transazione, non essendo regolamentata, non ha valore giuridico e perciò chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, ma se in seguito alle recriminazioni ci sono violenze su persone o cose interverrò invece immancabilmente, a punirne l'autore.

Cosa rimane ai produttori e ai venditori in questo regime di libertà economica?

Cosa fa la invisible hand?

Dice di consegnare la merce solo a fronte di un pagamento immediato e in contanti, ecco cosa dice. Come fa il contadino al mercato: nella mia mano il cavolfiore, nella tua il soldo. E questa è la Prima Vera Legge dell'economia di libero mercato.
Ma così, appunto, addio grandi aziende, addio banche, addio Capitalismo. L'invisible hand di Adam Smith protende il medio, gli gira dietro la schiena, e va su.
Oppure io vedo sul libero mercato un bell'oggetto, lo faccio uguale e lo vendo, magari a un prezzo più basso, perché sono un mago nell'arte della concorrenza. Strilli e strepiti del fabbricante originale, ma cosa deve dire lo Stato in un mercato libero? Che la cosa non lo riguarda perché io non ho rubato oggetti (ho pagato il campione ostentatamente, o meglio, l'ho comprato a credito), non ho fatto violenze né altro, ma solo lavorato, da cittadino libero in un libero mercato, dove si può fare nell'economico tutto quello che si vuole.

Cosa dice ora l'invisible hand? Dice che non val la pena di far niente che possa essere riprodotto a costo inferiore dal primo napoletano che passa, che è la Seconda Vera Legge dell'economia di libero mercato. E ripete il suo gesto su Adam Smith.
Oppure io sono un bambino ignorante, che non vuole andare a scuola. Il Capitalista protesta con lo Stato: Obbliga i genitori a mandarlo a scuola almeno sino ai 16 anni, dove insegnerai queste e queste materie, e poi allettali a mandarlo all'università, perché mi servono operai, quadri e dirigenti per la mia azienda; beninteso, io non garantisco il posto a nessuno, perché c'è il libero mercato!

Ma in un Paese a libera economia di mercato lo Stato per mere ragioni di civiltà impone un'istruzione di base, che a 12 anni è senz'altro soddisfatta, e poi non obbliga più nessuno a continuare perché non deve raggiungere alcun obiettivo economico: il mercato fa da sé, non è vero? Se chi continua non è sufficiente per le esigenze dello Stato (scuole, ospedali, ricerca, Esercito, eccetera), questi pagherà studenti perché continuino, garantendo anche l'impiego. Cosa dice l'invisible hand ? Che al massimo si può possedere una fattoria con tanti braccianti agricoli perché per il resto bisognerebbe formarsi il personale a proprie spese, cosa proibitiva: la Terza Vera Legge dell'economia di libero mercato. Ancora la mano invisibile torna su Adam Smith.
Oppure io sono un ladruncolo di supermercato, come ce ne sono decine di migliaia. Ho rubato e lo Stato è disposto a processarmi, ma vuole la presenza fisica del proprietario leso, che dica che la merce era sua, perché in un libero mercato, dato che l'economico non è regolamentato, solo le persone fisiche sono anche persone giuridiche, che possano promuovere azioni giudiziarie. Se si tratta del proprietario di una catena di supermercati dovrà passare la vita fra un processo e l'altro in tutte le città del Paese. Se è una società per azioni con tanti azionisti dovranno muoversi tutti: sono i proprietari. Ovvio che ogni volta bisogna lasciare perdere. L'invisible hand ? Dice che non si deve sorpassare la dimensione del negozietto di famiglia, perché altrimenti si è spolpati dai furti: la Quarta Vera Legge dell'economia di libero mercato.

Il capitalismo è un fatto politico

Si potrebbe continuare a lungo, ma il concetto è chiaro: il Capitalismo non è per niente un frutto dell'economia di libero mercato. Adam Smith si è sbagliato di grosso e tutti gli altri gli sono andati dietro su questa impostazione, anche il signor Karl Marx.

Cos'è allora, il Capitalismo?

In prima istanza è un fatto politico. Esso rappresenta il comando sull'intera società da parte di una categoria precisa di persone: gli imprenditori. La categoria che comanda in una società potrebbe essere qualunque: i coltivatori diretti, i soldati, i preti, i saggi, i manovali; anche tutti (tramite un Autocrate: le monarchie e gli Imperi non costituzionali). Col Capitalismo questa categoria è quella degli imprenditori.
Ecco perché il Capitalismo si è potuto formare: gli imprenditori hanno preso il sopravvento politico ed hanno modellato la società in modo da potersi sviluppare a danno del resto della collettività, accumulando così le grandi ricchezze concentrate.

Hanno cominciato a prendere questo sopravvento nel Cinquecento, in Europa settentrionale, in modo concomitante con la Riforma Protestante. Modellando la società la prima cosa che hanno fatto è stata proprio quella di togliere la libertà di mercato, portando i governi ad intervenire e a legiferare nell'economico costantemente a loro favore. L'attuazione è avvenuta per gradi col sistema di governo detto della "Democrazia parlamentare": ci sono le elezioni, che sono influenzate dai media, che a loro volta sono potentemente influenzati dal danaro, e quindi il gioco è fatto. Ciò è riuscito perché il tutto è stato fondato sull'equivoco dell'amore per la "libertà", bella parola in effetti (è un vecchio trucco quello di adulare la vittima designata; si chiama il bacio della morte).

Quando il dominio degli imprenditori è molto forte si arriva a impedire la partecipazione al voto degli elettori potenzialmente ostili: negli Stati Uniti la legislazione e gli accorgimenti elettorali fanno in modo che la percentuale di votanti alle elezioni di Contea - le più importanti perché i loro esiti determinano le successive Statali e Presidenziali - non superi il 25% degli aventi teoricamente diritto; comunque nelle Statali non si fa superare la percentuale del 35% e nelle Presidenziali del 50%.
In questo caso si ha una dittatura vera e propria, ancorché surrettizia; è da chiamare dittatura dell'imprenditoriato. Dato che una grande ricchezza è assai difficile da accumulare, ma una volta fatta quasi automaticamente si conserva e anzi aumenta sempre più coi discendenti, la categoria degli imprenditori al comando diventa rapidamente una casta ereditaria. Così è con certezza sempre negli Stati Uniti, dove sembra che le grandi ricchezze vadano e vengano con grande facilità, e dove invece non cambiano mai indirizzo: quel 50% della ricchezza nazionale che è posseduto dall'1% della popolazione proviene, di eredità in eredità, dai tempi coloniali.

L'efficienza del Capitalismo

La leggendaria efficienza economica del Capitalismo è anch'essa un fatto politico. Non dipende dalla logica con cui in esso si svolgono tecnicamente i rapporti economici. Dipende dal suo potere politico: più è grande questo potere e maggiore è l'efficienza economica.
Prendiamo ancora gli USA: da cosa dipende la loro famosa efficienza, quella sbandierata sempre dalla Confindustria?

Dallo stato di terrore in cui sono tenuti i dipendenti, da cui sono pretese prestazioni impensabili. Il dipendente americano deve eseguire perfettamente quanto chiestogli, altrimenti è licenziato. Quanto chiestogli è un ritmo e una qualità di lavoro, e per chi è a contatto col pubblico anche un preciso atteggiamento. Fanno più pena i secondi dei primi. Impiegati e commessi devono essere gentilissimi e pazientissimi col cliente, sorridere molto spesso per farlo sentire gradito e importante, e così fanno sempre, anche quando apparentemente potrebbero prendersi qualche libertà. Perché? Perché ci sono i controlli: incaricati di agenzie di consulenza aziendale - dei poveracci a loro volta, pagati a cottimo o con la minimum wage - si fingono clienti nel massimo modo sgradevole deciso dalla ditta committente come tollerabile, e l'impiegato che butta il copione è licenziato.

I dipendenti pubblici sono controllati in modo particolare: tutti i turisti italiani negli USA che entrano in un ufficio postale rimangono meravigliati dal confronto con i buzzurri di casa e dicono: Che efficienza! Che gentilezza! Ti credo. Io posso aggiungere che sono anche onesti: offrigli una bustarella e ti denunceranno subito, perché penseranno che sei un agente provocatore. E la pena per un dipendente pubblico corrotto è tremenda: non solo è licenziato e sottoposto al giudiziario per una condanna detentiva e il risarcimento dei danni, fissati sempre su misura per togliergli tutti i beni mobili e immobili, ma perde anche la pensione maturata.
La pena insomma è: prima ti farai un po' di prigione e poi tu e la tua famiglia sarete degli homeless per sempre. Fra l'altro il ricatto sulla pensione è il segreto della formidabile disciplina delle Forze Armate americane: non c'è uomo più zelante e ubbidiente agli ordini di un militare americano vicino alla pensione (sempre che non debba rischiare la pelle davvero, si intende).
In breve l'efficienza americana non è dovuta al sistema capitalista, ma al terrore, un terrore che si è potuto instaurare appunto perché si ha una dittatura politica.
Qualunque dittatura può raggiungere l'efficienza americana, qualunque tipo di economia abbia: basta che introduca pene analoghe. Ciò però non si è mai verificato.

Perché ?

Perché nessuna è mai stata l'espressione della categoria degli imprenditori, nessuna è mai stata così ferocemente, fisiologicamente, antipopolare.
Le dittature classiche, che conosciamo, sono state o sono tutte popolari, tese a fare l'interesse circa di tutti, come lo vedevano o lo vedono. L'esempio di riferimento è la dittatura del proletariato, ma anche fascismo e nazismo rientrano, anche dittature come quelle di Gheddafi e Saddam Hussein.
Le dittature dell'America Latina, e analoghe, non c'entrano nulla col discorso : sono regimi imposti dall'esterno, guarda caso proprio dagli USA ; sono un tipo di amministrazione coloniale.

E l'efficienza dei Paesi dell'Europa Occidentale? Qui il potere politico degli imprenditori non è così assoluto come negli USA ed effettivamente la loro efficienza economica è più bassa. E' ancora notevole però, ed è dovuta senz'altro alla paura che Paese per Paese gli imprenditori sono riusciti, sempre per via politica, a istillare nei dipendenti.

L'efficienza minima si ha nell'amministrazione pubblica italiana, perché non è possibile il licenziamento né altro, praticamente; nelle aziende private invece si ricorre a torture psicologiche devastanti, come il mobbing ad esempio, che sempre partono dall'alto per forzare le dimissioni. Sono dei reati, delle aggressioni (che ogni tanto risultano fatali: sono le "morti bianche"), che non sono riconosciuti dal Codice Penale solo perché i loro responsabili hanno troppo potere politico.
Ma le cose possono cambiare e si spera sempre che le galere possano finalmente riempirsi della gente giusta. Non bisogna comunque esagerare la portata dell'efficienza economica dell'Occidente. E' capitalista-terrorista, dove più e dove meno, ma è anche colonialista, e non è facile valutare quale delle due cose incida di più nei Prodotti Nazionali. Bisognerebbe provare, ecco: togliergli lo sfruttamento coloniale e vedere che fine fa. Secondo me, non un granché.

Il capitalismo è anche un fatto esistenziale

In seconda istanza il Capitalismo è un fatto esistenziale. Esistenziale perché implica una valutazione della realtà umana assoluta, svincolata dal tempo e dallo spazio. Perché gli imprenditori, cioè i ricchi, prendano il sopravvento occorre per forza un qualche consenso generale: occorre l'ammissione, magari inconscia - appunto esistenziale - che ne abbiano diritto. Ciò è fornito dalla religione Protestante, che interpretando correttamente l'Antico Testamento dice che la ricchezza materiale è il segno della predilezione divina. E se i ricchi sono gli approvati da Dio allora dovranno governare. Ecco perché la scalata al potere degli imprenditori e la Riforma Protestante sono andate di pari passo.

In conclusione il Capitalismo è un individuo siffatto: si veste da banchiere, ma è un fior di politico, e culturalmente è un Protestante. Questo ci dice che atteggiamento tenere. Innanzitutto occorre smettere di parlare di economia con lui. L'economia non c'entra niente: è un effetto e non la causa.
La causa è la politica e su questo tavolo va fatto il discorso. Che verte sulla solita, primordiale domanda delle società umane: Chi comanda ?
Lui dice che comandano gli imprenditori e noi diciamo che non ci sta bene, perché né lo siamo né lo vogliamo essere.
Lui dice che vince le elezioni e noi diciamo che le sue elezioni sono truccate. Sono truccate perché i media sono in suo possesso e la gente - è scientificamente dimostrato - non riesce a discriminare bene fra quello che dicono i media e il suo reale interesse. Inoltre si approfitta degli ignoranti e degli scoraggiati - dei poveri in pratica - per indurli a non esercitare il loro diritto elettorale, perché nonostante i media gli sarebbe sfavorevole.
Accetteremo il verdetto delle elezioni solo quando saranno giuste.

Non lo saranno mai?

Più che vero, ma ci accontenteremo di una grossolana approssimazione: proporzionale pieno, obbligo di voto forzoso per tutti, quotidiani solo dei partiti e mantenuti dallo Stato (non c'è nulla di peggio di un giornale "libero" e "indipendente"), televisione solo pubblica e gestita con parità da tutti i partiti a prescindere dalle loro consistenze elettorali, obbligo per le librerie di tenere i libri di valenza politica (come i libri di storia, ad esempio) pubblicati da tutte indistintamente le case editrici, divieto di importazione di prodotti culturali stranieri con valenza di propaganda (ad esempio di tutti i film americani).
E' poco, è niente, ma sarà più che sufficiente a tenere ogni volta gli imprenditori ben lontani dal potere.
Basterebbe al limite l'obbligo forzoso del voto: se in una qualunque società la percentuale dei votanti è vicina al 100% - come democrazia vuole, non è vero? - il Capitalismo sparisce.

E il diritto divino dei ricchi a dominare sancito dal Vecchio Testamento?

Al Vecchio Testamento potranno credere i Protestanti e gli Ebrei, se vogliono. Noi non siamo né l'uno né l'altro, né - per carità - vorremo mai esserlo. Noi abbiamo un'altra dimensione esistenziale, noi operiamo un'altra valutazione delle cose, in cui un testo così insensato, in più dimostrato e ridimostrato falso ("profezie" retrodatate, taglia e cuci di documenti, fonti accertate come una leggenda Sumera e il Libro dei Morti egiziano, eccetera), non trova udienza. Noi se siamo religiosi al massimo crediamo nel Nuovo Testamento. E vi crediamo perché dice una cosa verosimile, e cioè esattamente l'inverso del Vecchio: che per i ricchi non c'è salvezza. Infatti "E' più facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco raggiungere il Regno dei Cieli", e il Discorso della Montagna non contempla certo un bel "Beati i ricchi perché...".

Se i ricchi sono condannati da Dio, perché dovrebbero comandare sulla terra? Al contrario, visto che hanno sollevato loro - nel Cinquecento - il problema delle gerarchie, bisognerà stabilire che devono essere comandati, che devono cominciare a scontare la pena, qua fra di noi.

John Kleeves 

giovedì 20 dicembre 2012

Hayek ha vinto ?


Per chi non conosce un pò di storia economica Hayek non dice niente, è un nome sconosciuto.
Il neoliberismo, l' ultima frontiera dell' economia non è nato improvvisamente ma è il frutto di dinamiche nate tempo fa ed attuate a piccoli o grandi passi nel corso della  storia.
Questo fa già comprendere la mistificazione sul nome neoliberismo, che proprio neo non è in quanto è l' applicazione pratica di teorie nate negli anni dell' 800 e nei primi 900 nel territorio europeo.
Uno dei primi padri del liberismo economico diventandone successivamente il padre indiscusso, almeno sul lato teorico, è sicuramente Friedrich August von Hayek (Vienna, 8 maggio 1899 -  Friburgo, 23 marzo 1992).
Hayek scrisse vari argomenti di carattere filosofico ed economico, ma il suo scritto più famoso è The Road to Serfdom (la via per la schiavitù) in cui spiega che la pianificazione dell' economia da parte di governi sia che siano di stampo socialista o di stampo fascista sia contro la libertà degli individui poiché tende a ridurre il senso di responsabilità, la propensione a mettere in gioco se stessi, il gusto alle sfide personali. In questo modo l' individuo  viene indotto a scaricare il peso di risolvere i suoi problemi su qualcun altro e per ultimo sullo Stato.
Ma queste sono teorie ed in una Europa distrutta da una seconda guerra mondiale ma soprattutto di una  terra in cui le civiltà con le loro culture si sono sedimentate nel corso dei millenni, applicare in pratica simili teorie non è affatto facile.
Per applicare simili teorie occorre un cultura giovane, liberale e dinamica e le uniche terre per simili opportunità sono le Americhe.
La svolta avviene nel 1950 quando l' università di Chicago, dopo i trascorsi in Inghilterra, lo invitò ad insegnare economia; purtroppo per lui l'università giudicò il suo libro troppo popolare e quindi accettò di insegnare scienza morale e sociale pur interessandosi sempre di economia.
Ma qui, in questa università, incontrò una persona che poi divenne la bandiera per il liberismo economico, il suo nome è Milton Freedman (Brooklyn, 31 luglio 1912 – San Francisco, 16 novembre 2006).
Freedman, probabilmente, fece sue le idee di Hayek e le iniziò a divulgare nonché a sviluppare aggiungendo altre idee (anche in contrasto con quelle di Hayek) all' interno del dipartimento universitario di economia di cui era docente.
Grazie a fondi derivanti da gruppi industriali e finanziari, gruppi che videro subito le opportunità economiche dietro simili teorie economiche,Freedman istituì un gruppo di giovani universitari all' apprensione delle teorie economiche basate sul neoliberismo, giovani non solo di terra Statunitense, ma anche di altre nazionalità come quella Cilena ed Argentina.
E sarà proprio il Cile il primo Stato cavia per applicare le teorie economiche basate sul neoliberismo.
Nel 1973 la giunta militare di destra guidata da Pinochet effettua, con la complicità della CIA, un colpo di Stato detronizzando il primo leader marxista democraticamente eletto in tutta la storia umana, Salvador Allende.
Qui Freedman vide una opportunità per applicare le sue teorie, inviò una sua lettera a Pinochet il quale, di fronte ad una crisi economica e ad una inflazione non sotto controllo, prese per buone le idee di Freedman.
Da una parte Pinochet avviò la soppressione delle idee di sinistra o di opposizione usando mezzi drastici come la incarcerazione dei dissidenti e la tortura, dall' altra, guidato da un gruppo di giovani economisti provenienti dall' università di Chicago chiamati affettuosamente da Freedman <<Chicago Boys>>, avviò il Cile verso il libero mercato.
Le ricette sono quelle che oggi conosciamo; taglio alla spesa pubblica, privatizzazione delle aziende di Stato e apertura delle frontiere al libero commercio.
Il risultato fu positivo se lo si guarda attraverso l' occhio dell' inflazione e del prodotto interno lordo, ma assolutamente negativo se visto dal punto di vista umano e dei conti dello Stato.
In 19 anni il 20% della popolazione più ricca vide accrescere le proprie entrate economiche anche dell' 85% ma per il resto della popolazione il risparmio famigliare diminuì del 28%, la disoccupazione arrivò a punte del 30% ed il debito estero dello Stato salì del 300% senza contare le migliaia di persone imprigionate e torturate.
Dopo il Cile, fu la volta del Brasile, dell' Uruguay e dell' Argentina;in tutti questi Stati vigevano dei regimi militari.
E anche in questi Stati, come in Cile, vennero applicate le medesime ricette riguardo i dissidenti, incarcerazione e torture; in Argentina poi, visto l' eco a livello mondiale suscitato dai fatti Cileni, si applicò una politica nascosta su come fare sparire i dissidenti.
I risultati economici,in quello che viene chiamato Cono del Sud America,furono simili a quelli Cileni.
Per Freedman, i fatti economici chiamati da lui <<miracoli economici>> erano un successo, tanto che ne vantò la paternità e su Newsweek del 1982 dichiarò: <<I Chicago Boys.. hanno unito una straordinaria abilità ed esecutiva con il coraggio delle proprie convinzioni ed un grande impegno per la loro applicazione>>
Nel 1981, Freedman andò in visita in Cile, e ricevendone una impressione favorevole, al suo ritorno in Patria inviò una lettera,assieme al collega Hayek, alla sua amica Margareth Thatcher, primo ministro inglese.
Il ministro lesse la lettera e si dimostrò interessata alle teorie economiche di Freedman,ma sapeva anche della violazione dei diritti umani che erano avvenuti in Cile.
Semplicemente gli rispose che lei era il prima ministro inglese ed in Inghilterra la democrazia era una ben altra cosa che quella del Cile.
Loro,gli inglesi, non potevano semplicemente prendere i dissidenti ed incarcerarli o più sobriamente metterli al confino.
Quindi le teorie economiche di Freedman, da applicare in tempi relativamente brevi come nel Cono del Sud America, furono rigettate,tenendo però presente che in un tempo a lungo respiro la via per il liberismo economico di Freedman poteva essere tracciata.
Inoltre il ministro inglese, la cui reputazione politica era in discesa, non aveva nessun interesse ad intraprendere una strada volta al suicidio politico in vista delle prossime elezioni nonostante avesse già provato,fallendo, alcune riforme per uno Stato liberale.
Freedman probabilmente pensò che era una incongruenza logica,quasi un paradosso, che per applicare le idee liberali di Adam Smith e di Hayek occorreva eliminare o disaffezionare dal diritto di voto una parte di popolazione,la più povera.
Per Freedman tutti gli esseri umani,quindi anche i poveri, si muovevano per il proprio interesse, e quindi per lui era una contraddizione che all' atto del voto, andassero a votare partiti di matrice socialista o contrari al libero mercato.
Ma se così era, allora per abbracciare il libero mercato, si doveva fare disaffezionare dalle questione politiche una buona fetta della popolazione oppure, meglio ancora e riprendendo alcune idee di Hayek,fare in modo che lo Stato non si occupi di economia.
In questo modo,la gestione economica,ben fuori dalle influenze del potere dello Stato quindi dai politici liberamente eletti, non poteva andare contro le idee del libero mercato.
Ma nel 1982 arrivò per il ministro inglese la grande opportunità, l' Argentina invase le Falkland.
Prima di allora le Falkland erano un' insieme  di isole sperdute, residui di quello che era l' impero Britannico, assolutamente non più o poco considerate dalle politiche inglesi.
Ma la futura Lady di ferro ne fece del caso Falkland un caso di prestigio personale animandosi con spirito battagliero alla Churcill.
La fine della guerra,che come sappiamo l' Inghilterra ne usci vincitrice e complice la diretta televisiva che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso, diede grande popolarità al Primo Ministro, facendole conquistare dopo un solo anno la fama di grande condottiera.
Con l' appoggio politico e popolare ricevuto Margareth Tachter iniziò a portare a frutto le idee di Freedman e di Hayek.
Con lo sciopero dei minatori dell' industria del carbone nel 1984 la Tachter affrontò la questione come una replica della guerra con l'Argentina per cui assunse un atteggiamento risoluto e brutale arrivando persino a dichiarare che se l' Argentina è stato il nemico esterno questi (i minatori) erano il nemico interno.
Nonostante la resistenza appoggiata dai sindacati, un anno dopo presi per fame, i minatori persero.
966 persone furono licenziate e ad uno tra i sindacati più potenti della Gran Bretagna fu spezzato le reni e assunto come monito per gli altri movimenti sindacali; le teorie di Freedman ed Hayek erano sbarcate anche in Europa.
Ma non solo, gli Stati Uniti fino ad allora non erano una economia capitalistica come la intendiamo oggi; molte aziende appartenevamo agli Stati della confederazione o allo Stato centrale e l' economia era ancora di uno stampo, difficile da credersi oggi, poco meno che socialista.
Ma nel 1981 le redini del potere presidenziale passarono a Ronald Regan, e con  una economia in crisi iniziò ad attuare alcune misure simili a quelle che la Tachter farà in Inghilterra.
Con lo sciopero dei controllori di volo proprio a pochi mesi dalla sua elezione, Regan disse che <<avevano disertato i propri impieghi e sarebbero stati allontanati>>;con la fine dello sciopero licenziò in un colpo solo 11400 lavoratori.
Ora le teorie di Freedman e di Hayek, poco prima di sbarcare in Europa,sbarcarono anche negli Stati Uniti.
Nel 1985 si applicò un altro pezzo delle idee di Hayek,la cosiddetta austerity.
La cavia fu un paese uscito da una dittatura in modo disastroso ed avviato alla democrazia, la Bolivia.
Uno dei due partiti in corsa alla campagna elettorale,con una economia disastrata ed una inflazione paurosa al 14000%, chiamò un giovane economista appena trentenne di nome Jeffrey Sachs per sviluppare un piano di risanamento economico e contenimento dell' inflazione.
Il giovane economista era di stampo Keynesiano,ma a quell' epoca le idee di Freedman e di Hayek iniziarono a diffondersi in  altre università come Harvard e queste idee, assunte come nuove e rivoluzionarie, non furono immuni al giovane economista.
Benchè le idee di Keynes affermano che in un paese in crisi lo Stato deve emettere moneta per stimolare l' economia, Sachs,forse a causa della elevata inflazione, adottò un metodo diverso; chiese al governo l' austerità.
Propose di decuplicare il prezzo del petrolio,deregolamentare i  prezzi e tagli al bilancio dello Stato.
Il nuovo governo appena entrato in carica prese per buone le idee di Sachs, ma andò oltre,tradendo il mandato elettorale.
Il nuovo programma di shockterapia incluse la eliminazione dei sussidi alimentari,cancellazione dei calmieri economici,un  aumento del 300% del prezzo del petrolio,congelamento degli stipendi pubblici,apertura economica dei confini,privatizzazione delle aziende statali.
I risultato furono positivi per quanto riguarda l' inflazione ma disastrosi sul piano umano; così come nel resto del Cono del Sud America la disoccupazione aumentò,il potere d'acquisto dello strato più basso della popolazione diminuì ed il divario tra ricchi e poveri aumentò.
La storia della scuola di Chicago non termina qui,negli anni a venire molti altri paesi subirono le teorie economiche di Freedman e di Hayek, dal Sud Est Asiatico alla Russia dopo la caduta del comunismo sovietico.
La stessa Unione Europea,il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale applicano queste teorie.
Si può dire che le teorie di Hayek e Freedman abbiano vinto, ma un piccolo quesito è giusto porselo:
sono veramente le teorie migliori o,visti gli effetti,sono le teorie che più fanno comodo alla classe dominante ?


Le fonti per questo articolo sono prese da:
Wikipedia
Shock Economy di Naomy Klein






lunedì 10 dicembre 2012

Presentazione

Questo è un blog particolare tra il serio,semiserio ed umoristico.
E' nato da una idea che mi diede il professor Alberto Bagnai, il quale mi consigliò di aprire un blog poco prima di essere miseramente cacciato a suon di insulti (immeritati ?) dal suo blog a seguito di un comunissimo post inviato e prontamente censurato dal solerte professore.
Atteggiamento che badate bene, cari lettori, non sono l' unico ad aver subito; c'è chi per molto meno ha subito la stessa sorte e,ne  sono sicuro,si sarà sentito svilito ed insultato dal borioso professore.
Capisco, a casa propria ognuno può fare ciò vuole, ma l' educazione è il primo atteggiamento che un essere umano ritengo debba tenere nei confronti di altri esseri umani sopratutto se quelle persone si sono comportate correttamente. 
Se poi simili atteggiamenti sono propri di una persona che ritengo acculturata la posizione si aggrava.  
Ma questo non è un blog contro il professor Bagnai, il suo scopo è solo quello di discutere di tematiche legate al mondo della economia comprendendo i commenti di quelli persone che si sono sentite censurate dal professore per affrontare una discussione aperta tra le idee del professore ed altre compresa la  MMT (Modern Money Theory) , teoria tanto da lui denigrata.
Il blog è aperto a tutti ma  resta comunque moderato in quanto non voglio pubblicare insulti gratuiti verso il professore o verso altre persone.